againstdarkness

29 dicembre 2005

Future Forest

Questa cosa è un po' che c'è, e che io l'avevo vista, ma comunque mi è venuto in mente solo ora di metterla nel mio Blog (che comunque è aperto da poco).

Questo sito si propone di ridurre l'utilizzo di alcuni agenti inquinanti, contenuti ad esempio nei CD. Inoltre al seguente link, è possibile acquistare un albero da piantare in una foresta, promossa da alcuni personaggi dello spettacolo, fra cui ad esempio gli Iron Maiden.

05 dicembre 2005

Sober, che simpatica canaglia

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SalvaPC News - sicurezza per tutti N. 109 di martedi' 22 novembre 2005

Supplemento a Punto Informatico
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UN ANNO SENZA ALLARMI
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Si sta diffondendo a macchia d'olio dallo scorso sabato la variante X di
Sober, un "mass mailing worm" che presenta molte caratteristiche comuni con
le precedenti varianti, ovvero l'invio di email contenenti una copia del
worm verso tutti gli indirizzi trovati all'interno del computer infettato.

Solo oggi tuttavia Sober.X e' passato nelle scale degli osservatori
antivirus dalla fase di attenzione a quella di allarme, un evento che negli
ultimi mesi non era piu' accaduto. Sono ora invece attese ulteriori versioni
capaci di creare problemi agli utenti Windows.

Altre varianti di Sober erano gia' state oggetto delle segnalazioni di
SalvaPC, tutte nello scorso anno, il 2004: la I in novembre, la D in marzo e
Sober.C nel gennaio 2004, trattati rispettivamente nei numeri 100, 87 e 76
di SalvaPC News.

CHE DANNI PROVOCA
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Sober.X, oltre ad inviare un gran numero di messaggi contenenti se stesso,
non crea ulteriori danni nei computer infettati. Tuttavia l'utilizzo delle
risorse del computer e quelle di rete puo' generare instabilita'.

QUALI I SISTEMI A RISCHIO
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A rischio sono tutti i sistemi operativi Windows dalla versione 95 in poi,
Windows Server 2003 compreso.

COME FUNZIONA
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Una volta attivato nel computer vittima, Sober.X avverte della sua presenza
presentando un messaggio in una finestra dal titolo "WinZip Self-Extractor"
e con il testo "Error in packed Header".

Subito dopo copia se stesso nelle cartelle di sistema utilizzando come nome
del file i tre seguenti:

csrss.exe
services.exe
smss.exe

Questi nomi di file hanno l'obiettivo di indurre gli utenti a pensare che si
possa trattare di file di Windows (in particolare, si possono confondere con
alcuni "servizi").

Sober.X crea anche una miriade di altri file, alcuni funzionali all'invio di
se stesso agli indirizzi email che trova nel computer infettato, altri dei
quali per ora non e' stata riscontrata alcuna attivita' malevola.

Sober.X si occupa anche del registro di Windows, dove inserisce le chiavi
appropriate per assicurarsi di essere avviato ogni volta viene riacceso il
sistema. Solo a questo punto il worm comincia a testare la connessione ad
Internet ed a cercare nei file presenti nel computer indirizzi email ai
quali autoinviarsi.

COME RICONOSCERLO
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Il messaggio di posta elettronica che contiene Sober.X puo' presentarsi sia
in inglese che in tedesco e il soggetto puo' essere uno dei seguenti:

Registration Confirmation
Your Password
smtp mail failed
Mail delivery failed
hi, ive a new mail address
You visit illegal websites
Your IP was logged
Paris Hilton & Nicole Richie

Account Information
Ihr Passwort
SMTP Mail gescheitert
Mailzustellung wurde unterbrochen
Ermittlungsverfahren wurde eingeleitet
Sie besitzen Raubkopien
RTL: Wer wird Millionaer
Sehr geehrter Ebay-Kunde

Anche il testo del messaggio viene scelto casualmente tra alcuni
predeterminati. Per conoscere i testi possibili e' possibile seguire i link
di approfondimento in fondo a questo numero di SalvaPC.

L'allegato dell'email puo' avere nomi diversi ma ha sempre l'estensione
".zip" ed ha la dimensione di 55.390 Byte.

COME PROTEGGERSI
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Aggiornare quanto prima le definizioni dei software antivirus. Tutti i
principali produttori hanno rilasciato nelle ultime ore gli aggiornamenti
necessari a proteggere i computer da questa nuova epidemia.

ULTERIORI INFORMAZIONI
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Una descrizione completa delle funzionalita' di Sober.X e delle sue
caratteristiche e' disponibile qui:
http://www.sarc.com/avcenter/venc/data/w32.sober.x@mm.html

Ulteriori informazioni sono reperibili ai seguenti indirizzi:
http://www.sophos.com/virusinfo/analyses/w32soberz.html
http://it.trendmicro-europe.com/enterprise/vinfo/encyclopedia.php?VName=WORM
_SOBER.AG

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SalvaPC News
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03 dicembre 2005

C'è ghiaccio nel sottosuolo di Marte

Analizzati i crateri da impatto e i depositi della calotta polare Nord. Nessuna prova di acqua liquida, ma la ricerca è solo all'inizio



C'è ghiaccio nel sottosuolo di Marte
scoperto dal radar italiano sulla sonda

Lo strumento è montato su Mars express, ma è gestito da uno scienziato dell'Università La Sapienza di Roma



Una delle foto diffuse dall'Esa sulle zone delle ricerche


ROMA - E' una scoperta eccezionale e l'ha fatta uno strumento italiano montato sulla sonda che sta esplorando Marte. Nel sottosuolo del 'pianeta rosso' c'è del ghiaccio, individuato a circa 700 metri di profondità dal radar italiano Marsis, a bordo della sonda Mars Express dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA). Gestito dall'italiano Giovanni Picardi dell'Università La Sapienza, il radar Marsis ha analizzato i crateri da impatto e i depositi a strati della calotta polare settentrionale di Marte. I risultati saranno pubblicati domani sulla rivista Science e sono stati presentati questo pomeriggio a Parigi, nel corso di una conferenza stampa dell'Agenzia spaziale europea.

Tra le prime scoperte, una struttura quasi circolare di 250 chilometri di diametro sepolta a scarsa profondità nelle pianure settentrionali della regione di Chryse Planitia. Si tratta di un cratere di impatto contenente forse del materiale ghiacciato. Nell'analisi dei depositi attorno al Polo Nord, Marsis ha trovato inoltre segni che sembrano indicare che ci sia uno strato spesso un chilometro di ghiaccio puro, al di sopra di uno strato più profondo di regolite basaltica.

Lo strumento non ha trovato invece alcuna prova evidente di acqua allo stato liquido sotto la superficie, "ma la ricerca è solo all'inizio", ricorda Picardi. Importanti anche i risultati ottenuti da un altro strumento, Omega, gestito invece da ricercatori francesi. Omega, uno spettrometro, ha realizzato una mappa che copre quasi l'intera superficie marziana, con una risoluzione tra uno e cinque chilometri, e ha rivelato la presenza di due differenti classi di minerali, i fillosilicati e i solfati idrati, su aree isolate ma molto grandi della superficie.

La scoperta svela che in tempi antichi, circa 3,8 miliardi di anni fa, c'erano grandi quantità di acqua allo stato libero su Marte e che il clima era abbastanza caldo da permettere la vita. "I dati - dicono i ricercatori - ci fanno individuare due grandi episodi climatici nella storia geologica del pianeta. Un periodo molto antico, chiamato Noachiano, con un ambiente umido dove si sono formati i fillosilicati, seguito da un ambiente più acido, dove si sono formati i solfati".

Questi due episodi sembrano essere divisi fra loro da un grande cambiamento climatico. "Le prove oggi a nostra disposizione - ricordano ancora gli esperti coordinati da Jean-Pierre Bibring - dicono che durante il Noachiano Marte avrebbe potuto sostenere qualche forma di vita. E i minerali che abbiamo mappato potrebbero contenere tracce di un processo di sviluppo biochimico".

Lanciata il 2 giugno 2003, la sonda Mars Express è entrata nell'orbita di Marte il 25 dicembre dello stesso anno, mentre il radar italiano ha dispiegato le sue antenne e cominciato a registrare dati nel luglio scorso. Il Marsis (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding instrument) è stato ideato dal gruppo di Giovanni Picardi, dell'università di Roma La Sapienza, in collaborazione con Jeffrey Plaut, del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della Nasa. Lo strumento è stato realizzato in Italia dall'Alenia Spazio per conto dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

"Il radar funziona perfettamente", ha detto Picardi.
"Marsis riesce a vedere sotto la superficie del pianeta, come volevamo", ha aggiunto il responsabile dell'ASI per l'osservazione del Sistema Solare, Enrico Flamini. "Vediamo dati compatibili con la presenza di ghiaccio fatto di acqua pura", ha osservato.

(30 novembre 2005)