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17 gennaio 2006

Condannato primo italiano per scambio file su circuiti P2P

Truffe: Condannato primo italiano per scambio file su circuiti P2P

Articoli di approfondimento su tematiche inerenti al mondo ICT, Internet e webmaster.

a cura di Marcello Tansini

Per la prima volta in Italia è stato condannata da un tribunale una persona per scambio file, il cosiddetto Peer to Peer. E' giusto specificare, che il "colpevole" non è un utente privato, ma un gestore di server OpenNap ( per la precisione il server "Soniknap5" ) , ovvero quelli che permettono, attraverso il popolare programma WinMx, di scambiarsi file, spesso coperti dai diritti d'autore, tra singoli utenti.

L'uomo, un veneto di 30 anni denunciato dalla Guardia di Finanza insieme ad altri utenti e gestori di server WinMx italiani, è stato ritenuto colpevole di aver violato gli articoli 171bis e 171ter della legge sul diritto d'autore e condannato due mesi e dieci giorni di reclusione. Il Gip ha riferito che il gestore di server veneto avrebbe diffuso files piratati ad almeno 2500 utenti. La pena decisa è stata commutata in una sanzione pecuniaria di 3660 euro, come previsto dalla legge Urbani contro la pirateria.

Grande soddisfazione per l'esito della vicenda è stata espressa dai rappresentati delle maggiori case discografiche.

Ricordiamo che in Francia sta per essere varata una legge che rende legale lo scambio files tra utenti privati. Per saperne di più:
http://www.webmasterpoint.org/news/Accordo-in-Francia-P2P.html

In questi stessi giorni il senatore Cortiana, esponente dei Verdi, sempre attivo sulle tematiche legate alla pirateria, ha chiesto che anche in Italia venga, rivista, sull'esempio francese, la legge che regola lo scambio files su Internet affermando:

"La scelta del parlamento francese di introdurre una tariffa forfetaria per gli utenti che scaricano contenuti coperti dal diritto d'autore rivoluziona il modello commerciale del mercato dell'entertainment. In pratica, pagando alcuni euro al mese e retribuendo con quelle risorse gli autori, gli utenti acquisiscono il diritto di avere accesso ai contenuti che sono in rete. Secondo le nostre proiezioni parliamo di circa 900 milioni di euro all'anno, una cifra importante per rilanciare il nostro cinema e il nostro settore musicale".

E continua:

"La scelta francese dimostra che non eravamo dei visionari quando proponevamo ad Urbani il modello della flat in alternativa alla riduzione del p2p a illecito penale e non erano sognatori artisti come Gilberto Gil, Mauro Pagani ed Alberto Cottica che condividevano questa modalità di riconoscere gli autori ed i loro diritti valorizzando la natura interattiva della rete, non erano surreali i responsabili del MEI (il festival delle etichette indipendenti) che mi hanno invitato ad esporre questa ipotesi".

"La discussione e l'approvazione del modello flat, da parte della camera dei deputati francese, costituisce un precedente istituzionale. Mi auguro che il parlamento italiano sappia tempestivamente seguire questo esempio affinché la condivisione della conoscenza accompagni nuovi modelli commerciali per i prodotti della conoscenza. Difendere lo status quo, infatti non solo è insostenibile economicamente, ma sarebbe come se ai tempi dell'invenzione dell'automobile avessero difeso i produttori di carrozze", ha concluso Cortiana.

Intanto, girando sui forum e sui siti italiani dedicati al P2P, gli utenti non sembrano per nulla intimoriti da questa prima condanna di un italiano per scambio file protetti dal diritto di autore. Affermano, anzi, che continueranno a scambiare file.

D'altra parte accade così anche nel resto del mondo e neanche davanti alla salatissime multe di centinaia di migliaia di dollari di cui sono stati soggetti diversi privati cittadini americani, si è fermato o almeno rallentato il fenomeno del P2P che, invece, secondo diverse fonti di dati, è in continua ascesa.

Arrivati a questo punto, è giusto, secondo noi, creare una legge ad hoc, anche internazionale o perlomeno nell'ambito dell'Unione Europea, per punire severamente chi trae profitto dallo scambio files e nello stesso tempo stabilire una qualche formula di pagamento forfetario ,come si è proposto in Francia, affinchè venga pagato il diritto di autore da parte dei singoli utenti che utilizzano i circuiti di scambio file.

Facile a dirsi, difficile a farsi, soprattutto per l'ignoranza (nel senso letterale del termine ovvero mancanza di conoscenza) riguardo ad Internet e alle sue dinamiche della classe politica (non solo italiana) a cui spetta il compito di fare le leggi.